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Gatekeeping: male dai mille nomi

09-26-2021 17:52

Silvia Selviero

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Gatekeeping: male dai mille nomi

Tempo di lettura 5'

Carз tuttз,

è con immenso piacere che mi unisco alla conversazione. Sono il Gatekeeping, ma potete chiamarmi Ragionevole Cautela (1), che uso con lз amichз.

Forse il mio primo nome vi sembrerà ostico, e vi starete domandando cosa c’entri coi cancelli. Beh, va detto che il modo in cui viene usato oggi sia diverso dal passato. Se una volta (2), in Scienze della Comunicazione, mi si chiamava in causa per parlare dell’omissione calcolata di alcune informazioni dalle notizie di cronaca per influenzare le masse, adesso sono molto più complesso.

No, vi prego, non pensate male… con questo, mica ho detto di chiamarmi anche Omissione, no? L’ho detto? Suvvia, potete fidarvi di me, lavoro per il vostro bene.

Io sono un utile strumento che vi permette di dormire sonni tranquilli: è come se raccogliessi i dati e isolassi quelli che desidero far passare oltre un cancello, di cui io sono il guardiano (gatekeeper appunto), per proporre un cambiamento reale “in tutta sicurezza”.  

Soprattutto in democrazia (3), così potete seguire comodamente da casa solo ciò che vi va, al posto di elucubrare a lungo sui fatti (4), consapevoli che c’è chi bada ai vostri interessi meglio di voi.

Ho fatto la stessa cosa ogni volta che una persona trans voleva snellire le procedure burocratiche per avere accesso al percorso di transizione, perché l’ho impedito.(5) L’ho prevenuto dicendo che fosse per la sua sicurezza, e anche per quella dell’entourage medico che non voleva avere ripensamenti sulla coscienza, o per quella delle tanto decantate donne cisgender che hanno paura che degli uomini cis (o delle donne trans, tanto si confondono sempre – ma io non c’entro, sia chiaro!) si mettano un vestito fingendosi trans per entrare a stuprarle negli spogliatoi femminili. (6)

Cosa? Mi si fa notare che gli effetti del mio “regolamentare la transizione per la sicurezza di chi è trans” siano stati diversi? Che ho fatto credere alla società che sia chi è cisgender a meritare protezione da chi è transgender, e non il contrario? E che a causa mia l’11% delle persone trans scozzesi abbia avuto pensieri suicidi e il 33% ci abbia provato, negli ultimi anni? (7) E che manco in Italia se la passino tanto meglio, nei pochi centri che hanno adottato il protocollo WPATH, perché c’è comunque il Real Life Test (la fase in cui devono vivere per 12 mesi nel genere assegnato prima di accedere agli interventi chirurgici)? Che grazie al Real Life Test devono “dimostrare di avere successo nel ruolo di genere desiderato” e farsi autorizzare a proseguire dallз professionistз, così il nobile proposito di autodeterminazione delle persone trans va a farsi fottere? (8) Beh, sì, insomma, sono incidenti di percorso, può capitare qualche caso sfortunato, e vi assicuro che l’ho fatto per il vostro bene.

E adesso che c’è? Dite che potrei esserci io dietro alla quasi impossibilità di un’adozione internazionale di minori in Italia? Al punto che collateralmente sarei io ad alimentare la narrativa secondo cui le coppie omogenitoriali che vanno all’estero per avere figliз biologichз siano senza scrupoli, arriviste e pronte a tutto per soddisfare dei “capricci”? Mi state facendo scompisciare… mi trattate come un nemico esterno, una manata del mondo ciseteronormato contro di voi, quando non vi rendete conto che lз primз a ritenermi cruciale siete proprio voi persone LGBTQIA+.

Lo fate ogni volta che chiamate le persone bisessuali “camaleontiche”, “inaffidabili” e “solo mezze gay” domandandovi se dovreste escluderle dai vostri spazi quando sono in una relazione che dall’esterno “le fa sembrare etero”.

Lo fate ogni volta che escludete le persone asessuali e/o aromantiche dalla comunità a meno che non siano anche trans, enby o nel caso di chi è ace come minimo biromantiche.

Lo fate ogni volta che portate via uno spazio sicuro a chi non sembra piegarsi alle vostre regole di cosa significhi “essere queer”, tanto da obbligarle a chiedersi se non dovrebbero formare i propri spazi sicuri lontani da voi.

A quel punto, potete davvero incolparle, per qualcosa che avete scatenato con le vostre stesse mani? (9) Potete davvero incolpare me, visto che mi adoperate in continuazione? (10) Guardatevi allo specchio.

Il bello è che se prendeste seriamente la mia nemica numero due, dopo Cultura (perché Acculturazione ed Effetto Dunning-Kruger con me vanno d’accordissimo (11) ), potreste riconoscermi molto bene, in voi stessз e nellз altrз. Ma vi piace riempirvi la bocca di parole e non rispettate proprio lei, l’Autodeterminazione.

Se credeste che valga la pena di lottare per essa, e se la promuoveste anche per il resto della comunità, per ogni singolo individuo, fareste la differenza.

Se foste capaci di andare oltre ciò che comprendete, accettate o ritenete condivisibile su una scala minore, la incarnereste veramente, più di quanto incarniate me.

E si sa che se le parole si trasformano in carne le azioni che seguono possono essere potenti.

Autodeterminazione e Cultura, Cultura e Autodeterminazione, le uniche armi che mi terrorizzano, sarebbero promosse da una comunità intera.

Ma finché non vi renderete conto di quale sia il mio nome più subdolo, più nascosto, e più forte di tutti, credo proprio che resteremo insieme per molto tempo ancora. Decenni? Secoli? Chissà.

Visto che vi piace dire che il futuro sia queer, tutto dipende da voi.

Quasi quasi, mentre vi abbraccio per il vostro bene, e vi penetro ancora un po’ sottopelle, vi do un suggerimento su chi altri io sia.

 

Con affetto,

Il Privilegio.

Fonti:

  1. Traduzione di How It Feels To Be A Bigot, contributo precedentemente apparso nell’archivio di Springhole.net: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=350045312508139&id=329234201255917 – link consultato il 23/07/21
  2. http://www.aejmc.org/home/wp-content/uploads/2012/09/Journalism-Quarterly-1950-White-383-90.pdf – link consultato il 23/07/21
  3. http://ilpedante.org/post/gatekeeping  – link consultato il 23/07/21
  4. Maura Gancitano, Andrea Colamedici, La società della performance. Come uscire dalla caverna, Edizioni Tlon, Milano, 2018.
  5. https://www.queermagazine.it/2020/05/17/la-questione-dellautodeterminazione-delle-libere-soggettivita-transgender/ – link consultato il 23/07/21
  6. https://www.mentalhealthtoday.co.uk/innovations/identity-gatekeeping-is-deadly-why-we-need-to-stop-platforming-transphobia – link consultato il 23/07/21
  7. Cfr. nota n° 6
  8. Cfr. nota n° 5
  9. https://marykatemcalpine.medium.com/attacked-from-within-gatekeeping-in-the-queer-community-700d412d2db9 – link consultato il 23/07/21
  10. https://www.queerundefined.com/search/gatekeeping – link consultato il 23/07/21
  11. https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/effetto-dunning-kruger-e-il-paradosso-dellignoranza-perche-chi-meno-sa-piu-crede-di-sapere/ – link consultato il 23/07/21

 

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