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L'importanza di uno sguardo intersezionale

11-16-2021 13:01

Silvia Selviero

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L'importanza di uno sguardo intersezionale

Tempo di lettura 6'

C’era una volta una persona queer come tante che aveva superato l’adolescenza da un po’. Abbastanza da poter prendere decisioni su di sé fuori dal giogo di famiglia, scuola, parrocchia, vicinato e compagnia giudicante, (1) ma non abbastanza da sapere davvero in quale direzione voleva condurre la sua vita. 
Quella persona sentiva di stare vivacchiando, persa nelle missioni secondarie anziché lì, sul sentiero principale, a portare a compimento la sua missione più grande. Cominciò a chiedersi se il sentiero principale fosse irrevocabilmente ciseteronormato. (2) E se, nel caso, non avesse sbagliato tutto dal suo primo coming out. (3) (4) (5) (6) 
Così intraprese un viaggio solitario in qualche posto remoto dentro di sé. Continuando a camminare, a un certo punto, si ritrovò a un bivio, e sussultando si rese conto di non essere sola. 
Due figure incappucciate, infatti, la aspettavano silenziose, ognuna al confine di una delle strade da intraprendere. Schiarendosi la gola chiese a entrambe: “Chi siete?”
La figura a destra fu la prima a rispondere. Gettò all’indietro il cappuccio, che sparì come per magia e divenne parte del suo lungo mantello, morbido e lineare, che di piega in piega rivelava ripetuti i sette colori dell’arcobaleno. La persona queer fu sollevata che la figura le sorridesse radiosa: “Ciao, carissimə! Vedo che sei indecisə. Ti va di seguirmi? Ti dirò, sarebbe meglio per te. La mia strada ha solo qualche masso iniziale, e poi procede bella dritta e facile.” 
“Lo vedo”, disse la persona queer. “Ma è anche un po’ strettina…” 
“Sì, è un effetto collaterale insignificante”, riprese la figura, e agitò con grazia una mano inanellata. “Per il resto, se vieni con me, ti assicuro che non sarai mai solə. Sarà un cammino comodo e pacifico, pieno di sorrisi, chiacchiere e vantaggi che sbucano come se fossero un campo di margherite, e si rinnovano di stagione in stagione. Certo, per onestà devo informarti che a volte ti mancherà la voce. Diventerai all’improvviso mutə, e non importa quanto ti sforzerai di gridare, saranno tutt3 incapaci di sentirti. Ma poi la voce ritornerà, soprattutto quando non dovrai parlare di te, o almeno delle cose più vicine al tuo cuore. Inoltre, potresti avere anche qualche difficoltà a prendere sonno, (7) di quando in quando, ma comunque non sognerai affatto. Oh, una particolarità: se ti specchierai in qualche pozzanghera ti vedrai senza volto. Buona parte delle persone che incontrerai ce l’avrà, una piccolissima parte sarà come te, e la vedrai tale ventiquattr’ore su ventiquattro. Loro, invece, vedranno te senza volto tutto il tempo, a prescindere dalle superfici riflettenti. Guarda il meno possibile le persone senza volto. Concentrati sulle altre, quelle normali, e non ci sarà nulla di inquietante, per la maggior parte del tempo. Ti basterà evitare le pozzanghere e gli specchi, e sarai a posto. Comunque avrai tanti contesti allegri, a bassa energia, tanto che al termine della giornata perderai pure la memoria di come tu l’abbia trascorsa.” 
“Vuoi dire che non ricorderò nulla?” la persona queer strabuzzò gli occhi. 
“Sì. A parte questo, veramente, hai tutto da guadagnare!” e la figura concluse il discorso con un pollice all’insù. 
La persona queer non poté fare a meno di notare che il braccio alzato della figura a destra aveva un leggero tremolio. Anche il sorriso radioso, a ben vedere, era ottuso, stolido, da sagoma anziché da essere umano. La persona queer esitò. Sembrava davvero un’offerta eccezionale, di quelle che le facevano tirare un sospiro di sollievo enorme, dopo tanto affanno. E allora, perché un brivido freddo le stava correndo lungo la schiena? 
Decise di indagare in maniera discreta: “Come ti chiami?” 
“Chi mi vuol bene mi chiama Sguardo Trasversale sulla realtà”, rispose la figura a destra. “Chi mi odia – ed è una minoranza, non ti preoccupare – mi chiama Cancellazione, Connivenza, Queerfobia interiorizzata ed Omobitransnormatività.” (8)
La persona queer trasalì. Guardò la figura a sinistra, che fino a quel momento non aveva proferito parola. Era ritta in piedi, decisa e assertiva, ed emanava serietà pur essendo tutta coperta. Prima che potesse aprire bocca, la figura le si rivolse e la chiamò per nome. 
“Come fai a saperlo?”, chiese la persona queer, stupefatta. 
“Perché io sono lo Sguardo Intersezionale.” La figura a sinistra si gettò alle spalle il cappuccio, che ricadde pesante sulle sue vesti nere, pieghettate e dalle mille tasche. Qui e là, osservando con attenzione tra le pieghe, c’erano riflessi iridescenti, e molti più colori della figura a destra. Le sue mani erano nude, graffiate, coi cerotti. Ma ciò che colpì la persona queer fu il suo sguardo austero, brillante, crepitante di vita. La figura a sinistra proferì serissima: “Se vieni con me, devo avvertirti che troverai massi e rovi, fatica e sudore, lacrime e frustrazione, battute d’arresto e ripartenze. Ma troverai anche le amicizie più sincere e profonde che tu possa trovare, e gli amori più duraturi e consapevoli che possano esistere. Forse saranno poch3, forse no. Questo non posso garantirtelo. Ciò che ti garantisco sono la sofferenza, l’incomprensione, il doverti fare le ossa ogni giorno di più per gestire tutto questo, e allo stesso tempo il dover rimanere ricettivə, sensibile, fluidə come l’acqua, per accogliere ogni cambiamento. Non ti ingannerò mettendoti davanti il piacere, ma ti spiegherò in modo acuto e penetrante di come sia fatto il mondo. Nulla ti sarà concesso se non sarai dispostə a faticare per averlo. Se vorrai amore, dovrai coltivarlo. Se vorrai rispetto, approvazione, riconoscimento, dovrai attendere che i loro campi riposino e diano i frutti che tu vi hai piantato. Se vorrai sicurezza, giustizia, dovrai forgiarle ed esercitarti a usarle nella maniera migliore. Infine, se vorrai proteggere la tua identità, dovrai vigilare su chiunque voglia ridurla in frantumi o convincerti che i tuoi bisogni e desideri non siano importanti. Avrai responsabilità e doveri anche verso chi sarà con te, poiché nessun legame sarà sollevato da impegni, serietà, promesse da mantenere, vita da esperire insieme. Potrete confidare solo in voi stess3, nel vostro centro solido di valori, nel vostro affetto, nella vostra identità per cavarvela. Ma non vi scorderete mai di chi siate, lo rinnoverete ogni giorno e cambierete in continuazione, in me e nelle stradine laterali che si diramano da me. Sarà impossibile confondervi, veder sparire i vostri lineamenti, le vostre voci, i vostri ricordi, le vostre opinioni, le vostre battaglie, le vostre rughe, i vostri capelli bianchi quando verranno. E alla resa dei conti, saprete che il mondo non è vostro, ma che voi fate inequivocabilmente parte di esso, che ne avete il diritto come qualunque altro essere umano.” 
La persona queer era incantata. La figura a sinistra aveva parlato in modo solenne, forte, senza farle sconti, ma con tanto di quell’amore e accortezza per lei, tra le righe, che le sembrava di conoscerla da sempre. Era un territorio nuovo e sconosciuto, ma in qualche maniera sentiva che un giorno avrebbe potuto chiamarlo casa. Eppure, una parte di lei fremeva: perché avrebbe dovuto accettare di sfacchinare ancora, santo cielo, dopo che aveva già patito discriminazione, odio ed emarginazione in vita sua? 
La figura a destra parve avvertire i suoi dubbi, perché le toccò una spalla. Il suo tocco era stranamente gelido, impersonale, anche quando gliela strinse: “Carissimə, ti rendi conto che se seguirai l’altra via sarà faticosissimo? Vieni con me!” 
“Lascialə stare!” ribatté la figura a sinistra, adesso terribile e appassionata al contempo. “Lə stai ingannando e lo sai bene! Tu non offri pace, come sostieni, ma oblio, stordimento, tentativi di adeguarsi sacrificando la propria verità interiore. Voglio proprio vedere se, da vecchia, questa persona sarà serena con se stessa avendo scelto te!” 
La persona queer si morse le labbra e si rannicchiò in se stessa, incapace di prendere una decisione. Meditò a lungo, mentre le due figure si accapigliavano e infine si acquietavano, rimanendo ad attenderla in silenzio. 
Poi si disse che se voleva vivere bene avrebbe dovuto conquistarsi la sua libertà, senza rinunciare a un’oncia di chi era e di chi sarebbe diventata. Voleva attraversare, dolente ma integra, tutte le strade che la via a sinistra le offriva, e non avere rimpianti. Quindi annuì alla figura a sinistra, che le sorrise determinata e le fece strada. 
Ciò che non sapeva era che le due figure non le avevano detto tutto – quella a destra per ingannarla, quella a sinistra per proteggerla. Un giorno, avrebbe capito che le due vie si incrociavano spesso, attraverso le stradine che si diramavano dal sentiero che aveva scelto, scomodo e autentico, a sinistra. 
Sarebbe spettato solo a lei mantenere saldi i suoi principi, non perdere mai la volontà di capire chi fosse, e assicurarsi l’esistenza che meritava di avere. Per sé, per le persone che amava e per il mondo. 
E la stessa cosa, in verità, spetta a qualunque persona queer che rifiuti di appiattirsi in uno Sguardo Trasversale. Qualunque persona queer scelga di espandersi, arricchirsi e guadagnarsi un’identità complessa, unica e irripetibile, grazie a uno Sguardo Intersezionale: il suo. (9)


Fonti:

  1. Cfr. la Prefazione di AA.VV., It Gets Better: Coming Out, Overcoming Bullying, And Creating a Life Worth Living, Dutton Publishing, 2011 – link consultato il 09/11/21 
  2. https://eige.europa.eu/it/taxonomy/term/1237  – link consultato il 09/11/21 
  3. Cfr. studi accademici sull’omofobia interiorizzata scaricabili a questo link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20413384/ - link consultato il 09/11/21 
  4. Cfr. studio su transfobia interiorizzata: https://www.liebertpub.com/doi/10.1089/lgbt.2018.0265 – link consultato il 09/11/21
  5. Cfr. studio su lesbofobia interiorizzata: https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1300/J082v45n01_05?journalCode=wjhm20 
  6. Cfr. studio su bifobia interiorizzata: https://www.medicalnewstoday.com/articles/internalized-biphobia#mental-health – link consultato il 09/11/21 
  7. https://www.sanitainformazione.it/salute/minority-stress-lo-stress-delle-minoranze-rifiutate-dalla-societa/ – link consultato il 09/11/21 
  8. https://www.zeroviolenza.it/temi/item/71688-omonormativit%C3%A0-che-cos%E2%80%99%C3%A8-e-perch%C3%A9-danneggia-il-nostro-movimento – link consultato il 09/11/21 
  9. Cfr. approccio trasversale e intersezionale alle manifestazioni prese in esame qui: https://www.intersezionale.com/2021/07/22/lalleanza-bi-e-trans-oltre-il-binarismo-di-genere/ – link consultato il 09/11/21 

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